Sei uno studente in procinto di scegliere la tua strada universitaria e stai pensando alla facoltà di Psicologia? Sei già uno studente di Psicologia che non sa bene cosa gli aspetta nel futuro? Sei uno Psicologo alle prese con l'esame di stato? Sei uno Psicologo che non sa che Scuola di Specializzazione scegliere? Insomma sei uno Psicologo in crisi? Benvenuto....questo è il posto, anzi il blog, adatto a te!
lunedì 8 settembre 2014
giovedì 4 settembre 2014
lunedì 1 settembre 2014
Un pezzetto di me...Il disegno per comunicare sogni e bisogni
Una parte del mio lavoro consiste nel lavorare nelle Scuole. Amo il campo scolastico perchè mi permette di confrontarmi con diverse figure (insegnanti, dirienti, genitori, BAMBINI) e nonostante le difficoltà, adoro lavorare in quest'area. Da qualche anno lavoro per questo progetto, curato e coordinato da me. E' una mia "creatura" e per questo ci tengo molto. Ecco in cosa consiste. Buona lettura! C'è anche il link della rivista in cui è stato pubblicato il mio lavoro: http://dida.orizzontescuola.it/news/il-disegno-comunicare-sogni-e-bisogni-lesperienza-di-una-psicologa-allinterno-di-una-scuola
Il Progetto “Il disegno per comunicare sogni e
bisogni” nasce in un pomeriggio di Giugno 2012, quando in un momento di
confronto con le insegnanti delle future classi prime del Circolo Didattico di
San Sebastiano al Vesuvio, mi sono resa conto che l’ansia, la preoccupazione ed
il desiderio di far bene coinvolgono soprattutto quelle docenti che si
apprestano ad iniziare un nuovo ciclo scolastico, quando cioè si riparte da
zero e si ricomincia con nuovi alunni da conoscere e nuove mamme da sostenere.
D’altro canto ho riflettuto anche sull’impatto che l’inizio di un nuovo
percorso scolastico può avere su un bambino di 6 anni, sulle ansie e le preoccupazioni
rispetto ai nuovi impegni e alle nuove difficoltà che si troverà ad affrontare.
Per tale ragione, in collaborazione proprio con tali docenti e con la Dirigente
Scolastica del Circolo, ho pensato di sviluppare un Progetto indirizzato alle
insegnati e agli alunni di tutte le classi prime del Circolo e che avesse degli
obiettivi specifici. L’obiettivo
principale è stato quello di creare un percorso in cui proporre il disegno
usato con la sua funzione espressiva, per favorire nei bambini un processo di
conoscenza di sé, di condivisione con gli altri delle proprie emozioni, di auto-rassicurazione.
Tramite il disegno il bambino stimola la sua creatività e attraverso di essa
può trovare le sue risorse che gli consentano di trovare soluzioni laddove ci
siano un disagio nelle relazioni, un blocco emotivo, soprattutto nella fase di
passaggio segnata sia dall’ingresso nella Scuola dell’Infanzia, sia nel
passaggio dalla Scuola dell’Infanzia alla Scuola Primaria, passaggio non sempre
facile ed agevole, in cui il tema della separazione è forte e presente in tutta
la sua potenza. Il secondo obiettivo è stato la facilitazione della relazione
adulto-bambino (insegnante-allievo) che in tutti i casi ha portato al
miglioramento degli apprendimenti. Il disegno è stato quindi anche usato come
strumento di comunicazione al fine di favorire un processo di evoluzione non
solo del singolo bambino, ma dell’intero gruppo classe. Quest’ultimo è diventato
un contenitore di emozioni e di storie, in cui ognuno può trovare il suo spazio
e il suo ruolo e tutto l’appoggio di cui necessita. Tale funzione
comunicativa del disegno consente quindi anche una rinnovata fiducia sia nei
compagni, ma anche nelle insegnanti, dando loro sostegno al ruolo spesso carico
di ansie e soggetto a forti stress. L’uso del disegno, pertanto, è divenuto
strumento principe per attivare le risorse proprie dei bambini, senza che gli
adulti intervenissero con i loro linguaggi e metodi.
A mio
avviso il
disegno è certamente l’espressione più autentica e originale della personalità
infantile, è un mezzo di comunicazione e, come il linguaggio verbale, è capace
di esprimere, oltre al livello di maturazione, anche i problemi, i sentimenti,
le emozioni ed i conflitti del bambino. Infatti, l'attività grafica, oltre ad essere uno dei mezzi che il
bambino possiede per analizzare, descrivere e narrare gli avvenimenti e le
cose, è anche uno strumento d'espressione della propria vita emotiva. La via
del disegno è la via del “vedere”, del “fare vedere” e del “tirare
fuori”.
METODOLOGIA
Il
Progetto è iniziato a Settembre 2012, con una prima fase organizzativa, per poi
diventare operativo a Dicembre 2012, quando sono iniziati gli incontri, a
cadenza mensile, all’interno delle classi prime del Circolo. Ogni incontro ha avuto
una durata di circa un’ora, strutturata in due momenti: una prima fase dedicata
alla presentazione del tema da disegnare e alla produzione grafica e un secondo
momento dedicato al racconto del disegno fatto, da parte di ogni bambino,
utilizzando la tecnica del circle time. Nell’ora dell’incontro ogni maestra si
è trasformata in un osservatrice delle dinamiche del gruppo classe,
osservazioni che sono state riportate in una scheda dedicata proprio a tale
fondamentale attività.
In ogni
incontro è stato proposto un disegno con temi precisi: il disegno libero, interessante perché, disegnando, il bambino
tende ad esplicitare i propri conflitti e le proprie ansie. Nel disegno libero
il bambino rappresenta volentieri ciò che ama e ciò che teme, ciò che lo
interessa, ciò cui aspira; l'autoritratto nel quale in genere il bambino
riproduce con discreta fedeltà la percezione che ha di sé, del suo corpo e dei
suoi desideri ed il livello di adattamento all’ambiente circostante; la rappresentazione del gruppo dei coetanei,
in cui il bambino proietta la sua posizione reale nel gruppo (leader, gregario,
isolato) e i suoi rapporti con gli altri bambini; il disegno della famiglia, attraverso il quale il bambino fornisce
elementi interessanti sul rapporto genitori-figli e su come questo si modifica
con il progredire dell'età; il disegno
della casa che simboleggia il rifugio, il calore familiare. Può essere
accogliente, con un viale fiorito, grandi aperture verso l'esterno, tendine
colorate alle finestre, un camino che fuma, tutto insomma che indica che la
casa è abitata e che la vita all'interno si svolge serenamente. Ma la casa può
anche essere respingente, senza colori, con finestre minuscole, senza il comignolo,
senza entrata e con un viottolo di accesso chiuso. Possono anche esserci siepi,
muri di cinta che la isolano dal resto del mondo. La casa respingente ha
significati diversi a seconda dell'età: tra i 5 e gli 8 anni, indica timidezza
e attaccamento alla madre. Dopo gli 8 anni sentimento di inferiorità e
isolamento. Quando la famiglia è disunita, la casa è divisa in due, spesso ha
anche due diverse entrate: una parte della casa simboleggia la vita familiare
imposta, l'altra la famiglia vera. Quando invece di avere la solita forma la
casa è un castello, può esser o il rifugio ideale se ha forme e colori
attraenti, oppure la prigione, oppressiva, quando ha un aspetto cupo e cadente.
Alla
fine della produzione grafica, i bambini seduti in cerchio hanno avuto il
compito di raccontare il loro disegno. Questa è stata una fase estremamente
importante in quanto sono emerse le problematiche caratteristiche di ogni
gruppo classe: difficoltà nel rispettare le regole basilari, difficoltà
nell’ascoltare l’altro, appiattimento della creatività, omologazione del gruppo
classe, problematiche di esclusione di alcuni bambini, difficoltà a mantenere
la concentrazione.
In base
alle problematiche emerse durante il Progetto con le classi prime, e dopo una
serie di riunioni e momenti di riflessione con le docenti coinvolte nel
Progetto, alla fine dell’anno scolastico si è deciso di modellare le attività per
il successivo anno proprio in base alle difficoltà emerse. Così sono nati i
Progetti per il successivo anno scolastico: “Il disegno per comunicare sogni e
bisogni...Regoliamoci
con le regole” e “Il disegno per comunicare sogni e bisogni… Conoscere sè
attraverso la creatività”. In tal modo si è data la possibilità di creare un
continuum sia con le insegnanti che con i bambini e quindi di dare un senso più
profondo a tutto il lavoro svolto.
Il primo Progetto è stato
pensato per tutte le classi in cui ho osservato una difficoltà nel rispetto
delle regole, classi in cui le docenti avevano il bisogno di strumenti pratici
e attendibili per mantenere un ordine in classe. Attraverso lo sviluppo di una
sorta di gioco chiamato appunto “Regoliamoci con le regole”, i bambini hanno
dovuto sviluppare e pensare ad una serie di 7 regole sulle quali lavorare lungo
tutto il corso dell’anno scolastico, per arrivare a conseguire una serie di
obiettivi:
- sviluppare nel bambino un graduale senso di riconoscimento e di appartenenza al gruppo classe ed alle sue regole, trovando in esso motivazione di affettivo (amicizia, gioco, sicurezze e divertimento) e stimoli culturali (confronto e scambio);
- aiutarli a prendere coscienza dell'esistenza di regole;
- sviluppare l'interdipendenza positiva;
- condurli, attraverso la riflessione, all'autovalutazione;
- sviluppare la capacità di ascolto;
- insegnare il confronto costruttivo per giungere a scelte condivise.
Il
secondo Progetto è stato pensato per le classi nelle quali è emerse una
difficoltà ad esprimere la propria creatività, nelle quali era evidente un
appiattimento emotivo e una rigidità condivisa. Con queste classi si è
proceduto sempre utilizzando il disegno come strumento principe, ma attraverso
l’uso di materiali inediti e che muovessero nel bambino l’idea di creatività:
cotton fioc, pittura a dita, pasta, coloro speciali ecc... Questo con una serie
di obiettivi specifici, quali:
- sviluppare la fantasia e la creatività attraverso la somministrazione di una serie di stimoli (disegni, storie, giochi ecc…);
- favorire la conoscenza delle proprie e altrui potenzialità;
- estendere agli alunni l’adozione di metodologie, tecniche e strategie innovative e “fuori dal comune”, che siano perciò non convenzionali;
- migliorare le capacità relazionali;
- essere disponibili al rapporto di collaborazione con gli altri.
CONDIVISIONE CON I GENITORI
Una delle prime domande che io, le insegnanti e la stessa
Dirigente ci siamo poste è quella riguardante il rapporto con i genitori degli
alunni coinvolti nel Progetto: vanno aggiornati degli sviluppi delle attività?
La presenza di una Psicologa all’interno delle classi sarà fonte di ansie per i
genitori? Verrà accettato di buon grado il Progetto? A queste domande, anche
per noi fonte di dubbi non abbiamo potuto dare risposta fino a quando non
abbiamo testato sul campo le reazioni dei genitori che sono stati coinvolti in
tre occasioni: una riunione iniziale e collettiva in cui vi è stata la
presentazione generale del Progetto, uno spazio di ascolto individuale proposto
tramite un invito a tutti quei genitori interessati a conoscere lo svolgimento
delle attività e un incontro collettivo di fine anno in cui sono stati
consegnati ad ogni genitore i lavori prodotti dal proprio bambino, con una
breve spiegazione del disegno svolto. Con grande piacere e soddisfazione
abbiamo potuto constatare l’emozione, l’adesione e la positività della risposta
della maggior parte dei genitori, i quali hanno partecipato in grande numero ai
momenti proposti come spazio di condivisione. Soprattutto i due incontri
proposti a metà anno sono stati quelli con il maggior numero di presenze, a
conferma dell’idea che la presenza di uno Psicologo come punto di riferimento a
scuola sia fondamentale per tutti: insegnanti, bambini e genitori.
Date test d'ingresso per le facoltà di Psicologia in Campania
Carissimi studenti,
sono finalmente uscite le date dei test d'ammissione. Immagino l'ansia che proverete in questo momento, le domande che vi frullano per la testa, i dubbi e le paure. Vi invito però a godervi questo momento e ad essere fiduciosi! Ecco le date:
sono finalmente uscite le date dei test d'ammissione. Immagino l'ansia che proverete in questo momento, le domande che vi frullano per la testa, i dubbi e le paure. Vi invito però a godervi questo momento e ad essere fiduciosi! Ecco le date:
- La prova di ammissione per l'immatricolazione al 1° anno del Corso di Laurea in Scienze e tecniche psicologiche dell'Università Federico II avrà luogo il giorno 11 settembre 2014, non è specificato il luogo e l'ora, forse lo faranno sapere più in là.
- Mentre la prova di ammissione per l'immatricolazione al 1° anno del Corso di Laurea in Scienze e tecniche di psicologia cognitiva dell'Università Suor Orsola Benincasa avrà luogo il giorno 16 settembre 2014 alle ore 9.00 presso la sede dell' Università.
martedì 19 agosto 2014
Le facoltà di Psicologia in Campania
In Campania non c'ė purtroppo una grande scelta per quanto riguarda le facoltà di Psicologia, infatti ce ne sono solo tre. Tutte prevedono un test d'ingresso perchè a numero chiuso. Questo ė l'elenco con i relativi bandi di ammissione:
- Facoltà di Psicologia, Seconda Università degli Studi di Napoli, sita in Via Vivaldi, Caserta (è stata la mia facoltà); http://www.unina2.it/RipartizioniFS/RS/Numero_chiuso/Psicologia/DD_bando_di_concorso_A.A._2014-2015.pdf
- Scuola delle Scienze Umane e Sociali (ex Facoltà di lettere e filosofia), Corso di laurea in Scienze e Tecniche Psicologiche, Università Federico II, presso Via Porta di Massa, Napoli; http://allegati.unina.it/studenti/nroprog/14_15/ScTP_01_B_Rett.pdf
- Facoltà di Scienze della Formazione, Corso di laurea in Scienze e tecniche di psicologia cognitiva, Università Suor Orsola Benincasa, sita in Corso Vittorio Emanuele, Napoli http://www.unisob.na.it/universita/facolta/formazione/psicologia/modalita_accesso.htm?vr=1
Consiglio a tutti gli interessati di fare presto perchè le domande per l'ammissione scadono a breve:
- SUN: 25 agosto
- Federico II: 29 agosto
- UNISOB: 12 settembre
domenica 10 agosto 2014
SRPF: Scuola Romana di Psicoterapia Familiare
Mentre il 90% delle persone in questo momento sarà al mare, io vi scrivo informazioni sulla mia Scuola di Specializzazione. Sono iscritta al terzo anno, a gennaio inizierò il quarto e ultimo anno. Questo percorso mi sta cambiando tanto e auguro a tutti i miei colleghi di provare e sperimentare un'esperienza del genere! La mia Scuola, il cui Direttore è il Prof. Carmine Saccu, è strutturata così:
- due week end circa al mese (venerdì-sabato-domenica) di lezioni di training con 3 diversi docenti sistemici con esperienze diverse, questo garantisce la possibilità di poter apprendere da tre terapeuti con conoscenze e modi di lavorare diversi;
- circa quattro week end all'anno di lezioni teoriche in cui si toccano diverse tematiche (psicologia generale, giuridica, psicodiagnostica, psicopatologie ecc....);
- il costo mensile è di 275 € (per 11 mesi), più 120 € annui di iscrizione che comprende anche l'assicurazione x il tirocinio;
- c'è un tirocinio annuo obbligatorio di 100 ore in strutture convenzionate con la Scuola (io lo svolgo presso UOSD di Psicologia Clinica degli Ospedali dei Colli);
- alla fine di ogni anno bisogna presentare un lavoro di tesi che viene stabilito di volta in volta da uno dei docenti;
- in Italia ci sono diverse sedi: Roma, Napoli, Crotone, Cagliari.
Per avere maggiori informazioni ecco il link della Scuola www.srpf.it.
Per quanto riguarda le mie impressioni vi posso garantire che non avrei potuto fare scelta migliore. Non c'è stato un momento fino ad oggi in cui mi sono pentita della Mia scelta e ogni volta che sono al training sento di essere nel posto giusto e soprattuto nel momento migliore x me! Sicuramente ci sono degli aspetti che andrebbero migliorati come l'organizzazione generale, ma nessuno e niente è perfetto e forse è proprio questo il pregio della mia Scuola. La "mia" scuola...che bello scriverlo, ma soprattutto sentire questo senso di appartenenza!
Nei prossimi post (dopo ferragosto, altrimenti mi ammazzano!) alcuni miei colleghi vi parleranno delle loro Scuole.
Buona settimana di ferragosto a tutti!
venerdì 8 agosto 2014
Bandi
Avviso pubblico per la formazione e l'addestramento di n. 30 donne da
inserire nell'elenco della Provincia delle Baby Sitter Domiciliari
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